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2050

occuperemo questo spazio fino al 2050, maya permettendo!

La California è famosa per i terremoti. Questi sono dovuti alla presenza di faglie, in particolare la faglia di Sant’Andrea. È anche soggetta al rischio di tsunami, incendi boschivi, frane. E conta numerosi vulcani. Il 25% del suo territorio è coperto dal deserto: la famosa valle della morte. Come non citare (a proposito di morte) il Golden Gate Bridge, ponte di San Francisco una delle mete preferite dei suicidi.

Ma non tutto è perduto: la California è famosa anche per gli Eagles, per il cinema (benché anche quello francese). In una città californiana, San Francisco, scoppiò the Summer of Love (L’estate dell’amore): nell’estate del 1967, una folla senza precedenti di circa 100.000 ragazzi giunse nel distretto di Haight-Ashbury, creando le premesse per un fenomeno di ribellione culturale e politica senza precedenti: il sessantotto. Al 2066 di Crist Drive, Palo Alto California, Steve Wozniak e Steve Jobs diedero vita alla Apple. E Milk? Come non citare Harvey Milk, esponente del movimento omosessuale che, nel 1975, aprì il suo negozio di fotografia a San Francisco. I Mamas & Papas, Gavin Newsom sindaco illuminato di San Francisco, le strade della medesima città.

E, dal luglio di quest’anno, vogliamo sentirci più vicine alla California, perchè il Governatore ha firmato una legge che tutelerà maggiormente il benessere di polli e galline, nonché la salute dei cittadini, mettendo al bando le uova provenienti da galline stipate in gabbia. Per essere vendute in California, a partire dal 1° gennaio 2015, le uova intere dovranno obbligatoriamente provenire da galline che siano in grado di alzarsi, fare una giravolta e farla un’altra volta,  stendere completamente gli arti, sdraiarsi e spiccare il volo senza toccarsi l’un l’altra.

e ” ‘sti cazzi” direbbe qualcuno, mica che viviamo in california. Per ovviare a questo inconveniente, possiamo imparare a leggere il timbro sull’uovo stesso, oppure comprare le uova dal contadino, o prenderci delle galline noi stessi. Dunque, leggere il timbro è abbastanza semplice: sul guscio, compaiono, per esempio,  0IT 045 TO 001. La prima cifra indica il tipo di allevamento: 0 corrisponde all’allevamento biologico, 1 a quello all’aperto, 2 a terra, 3 in batteria. IT indica la nazione, in questo caso Italia.

per saperne di più: guida pratica

microfono aperto: manda un’e-mail all’esperto che ti risponde.

domanda: Salve, produco pasta fresca e gnocchi nel mio laboratorio artigianale. Parlando con un collega, mi è venuto un dubbio: per gli gnocchi quale aliquota IVA bisogna applicare? Io sostengo che bisogna applicare l’IVA al 10%, il mio collega invece al 4%: chi ha ragione e perché?

l’esperto: “Gli gnocchi non rientrano nella definizione di ‘pasta alimentare’ data dal DPR 187/2001 all’art. 6, ovvero: ”prodotti ottenuti dalla trafilazione, laminazione e conseguente essiccamento di impasti preparati rispettivamente ed esclusivamente:

  1. con semola di grano duro ed acqua;
  2. con semolato di grano duro ed acqua”

Non possono beneficiare pertanto dell’aliquota al 4%, ma al 10″.

ancora tu!

marzullo_marzullo intervista per la seconda volta la sfoglina fortibraccia, incontrata per caso al mercato questa volta:

-marzullo_marzullo:buonanotte, capafornella.
se permette vorrei porle alcune domande serie. quando è nata la sua passione per la pasta? è stata subito sfoglia?
-fortibraccia: buon risveglio, marzullo_marzullo. bentornato! la ringrazio per la sua gradita missiva e per le domande precise ma pur sempre discrete. la mia passione per la pasta risale all’epoca in cui, ancora, stavo nel grembo materno: narra la leggenda che, al primo bagnetto, mia madre abbia notato, sulla mia kiappetta sinistra, una voglia a forma di fusillo (poi sparita col tempo). ho succhiato crema di casoncelli dal biberon. per mesi, mi sono ostinata a fare il riposino sdraiata su un letto di pacchi di farina. solo da poco, però, sono effettivamente sfoglina.
-marzullo_marzullo: se voglio impastare 500 grammi di tagliatelle quanta farina impasterò? e quante uova?
se volessi fare un chilo di casoncelli quanta pasta mi occorre? e per i culi?
-fb: alla sua domanda “se voglio impastare 500 grami di tagliatelle quanta farina impasterò”, le risponderò con un’altra domanda: quanto si sente creativo? in base a ciò, dosi farina, uova (che siano quelle delle galline felici, però!), e tanta fantasiah. salterò qualche domanda, ché vado di fretta. spero non me ne voglia troppo.
-M_M: meglio i culi o i casoncelli? o i tortelli di zucca? come fa la mostarda mantovana?
-fb: meglio i culi o i casoncelli è un po’ come chiedere “vuoi più bene alla mamma o al papà?” dipende dal momento, dai giorni, da questo, questo, e quest’altro motivo. in genere, però, prediligo i culi (…).
hhhhhhhhhhhhh, cosa ha dettoooooooooo?? stia in campana, marzullo! conosco una che, se la sente nominare la mostarda mantovana, capace che le tira uno slordone nella faccia.
shhhhhhhh, marzullo (sient’a mmmè): noi, la mostarda mantovana, non l’abbiamo mai vista né sentita.

marzullo_marzullo non si assume la responsabilità su quanto dichiarato da fortibraccia.

missglisso.

datele un pezzo di sfoglia, e lei lo cuce.

fatele trovare della stoffa in giro, e lei riprende a cucire.

(io, per sicurezza, mi chiudo a chiave in bagno.)

Fortibraccia anche detta Raggio di Sole (Sunbeam), Nasce a Dalmine, uff Bergamo dice, ma vive per anni a Dalmine. Non parla, ma si esprime attraverso un tintinnante scampanellio, comprensibile solo a chi ha familiarità con il linguaggio delle fate.
Passa alcuni anni della sua vita vicina  alla fabbrica, c’è chi cresce all’ombra di campanili, Iride (Strongarms) cresce all’ombra della Dalmine dalla quale vengono fuori fumate terribili ma non so cosa producano.
Irriducibile, ogni cosa per lei, può tornare al proprio posto, è affetta dalla “sindrome del cacciavite” ed ogni
oggetto rotto sul suo cammino vedrà il suo tentativo di ripararlo, sia questo una bic o una centrale nucleare.
Positiva, solare, talvolta crede che il mondo si possa riparare con un sorriso, vinavil e due collant (collant collant).
Sebbene si tratti di un personaggio positivo, possiede un carattere estremamente volubile, che la fa passare in poco tempo da una rabbia vendicativa ad una dedizione senza pari per i suoi compagni. A lei si deve la nascita del Mani a Coppetta Day un’iniziativa volta a promuovere l’utilità del tenere, certe volte, le mani a coppetta.

Il suo motto è:

“MACCHE’ IMPORTA SE E’ FINITA

COSA IMPORTA SE ERA LA MIA VITA,

CIO’ CHE CONTA E’ CHE SIA STATA UNA FANTASTICA GIORNATA”.